“Una storia vera”, presentazione del libro di Donatella Aquileia

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Prosegue il percorso di “Fare memoria per costruire la pace”

Data:

01 marzo 2026

Tempo di lettura:

2 min

La copertina del libro
La copertina del libro

Riprende il percorso “Fare memoria per costruire la pace” legato agli eventi che dallo Sbarco di Anzio portarono fino alla liberazione di Roma. Venerdì 6 marzo alle 18, nella sala consiliare di Villa Sarsina, sarà la volta di “Una storia vera - Cesira”, libro di Donatella Aquileia.

“Il programma – dice l’assessore al turismo, Valentina Corrado – prosegue con le iniziative che abbiamo deciso di realizzare oltre la classica data del 22 gennaio e coinvolgendo protagonisti diversi. Quello con ‘Una storia vera’ è uno degli appuntamenti con i libri, ma ricordo anche musica, teatro e cinema da qui al 4 giugno”.

A raccontare il testo è l’autrice: “L’ho voluto realizzare, in quanto il contenuto della narrazione mi coinvolge personalmente e reputo possa essere necessario portare alla luce, cosicché nulla della nostra storia vada perso.E perché ciò accada, abbiamo il dovere di tramandare alle future generazioni, fatti di cui siamo a conoscenza. Nella trama, che racconta una vicenda reale, si percepisce crudamente, il passaggio di un pezzo di storia, sopra il piccolo corpo, del protagonista, un bambino, nato a Roma, che, dimostrando un immenso dovere verso la patria, diventa uomo, nonostante i suoi pochissimi anni. La sua agghiacciante e disastrosa vita – aggiunge Donatella Aquileia - racconta ambienti autentici quali i quartieri di Roma, con aneddoti particolari e profondamente sensibilizzanti. Un vissuto in luoghi emblematici, fatto di episodi toccanti e inconcepibili. Mi sposto con il racconto, sul litorale di Anzio e Nettuno. Qui c’è la vera storia che abbiamo tutti il dovere di ricordare, un pezzo del passato, dimenticato, che rappresenta anche una pagina dolorosa della nostra Italia, la morte di migliaia di ragazzi, lasciando una testimonianza preziosa di un passato che non possiamo permetterci di dimenticare.
Ma – dice ancora l’autrice-  anche da una vita segnata profondamente, si può rinascere.
Questo bambino è un esempio da portare all’attenzione, perché i suoi primi anni influenzati radicalmente da un inquantificabile dolore, brilla comunque di una luce di rinascita. È  forte il messaggio di un amore infinito e immenso rispetto,
verso il prossimo e verso gli animali, che lo ha portato a dedicarsi ad aiutare chiunque avesse bisogno. Ritengo che questa storia, ricca di valori umani, storici e culturali, possa rappresentare un contributo importante per la memoria collettiva e per l’educazione delle nuove generazioni, offrendo spunti di riflessione e sensibilizzazione su alcuni temi, la guerra, la sofferenza, il coraggio, la solidarietà e la dignità umana”.


 

Ultimo aggiornamento: 01/03/2026, 11:09

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